
Obblighi di rendicontazione sulla trasparenza retributiva: chi deve comunicare cosa
1 October 2026
1 October 2026
Sanzioni per la trasparenza retributiva: cosa rischiano le aziende non conformi
Organisations today increasingly struggle to find 'talent', but the real problem is not the shortage of capable people: it is the difficulty in recognising, activating and enhancing the potential already present. Traditional HR systems, rigid job descriptions and evaluation models focused only on expected results tend to render invisible transversal competences, informal skills and talents not explicitly required by the role.
The result is an enormous dispersion of value:
- skills not detected
- underutilised persons
- potential that does not emerge
- motivation that is reduced
In parallel, there is a growing need for more flexible organisational models based on trust, autonomy, internal mobility and continuous development.
WHY PARTICIPATE IN THE WEBINAR?
To discover how to overcome an 'elitist' view of talent and switch to a model of Talent Management widespread, where people's potential is not only selected, but above all unleashed.
The webinar will help you understand:
- because talent is often already present, but not visible
- how organisational systems influence (or limit) the expression of competences
- how to design contexts that foster the growth and emergence of potential
By participating in the Webinar you will discover
- because talent often does not emerge in traditional evaluation systems
- how to design an 'inverted pyramid' that enhances potential from below
- the role of context in making talent visible or invisible
- how to avoid the distorting effects of elitist meritocracy
- which organisational levers to activate to unleash widespread talent
WHEN
-
- 14 May - 17:00 - 18:00 hours → For registrations write to rsardo@alveria.it by Friday 11 May 2026.
What you will see in detail
Focus on tools for emerging and exploiting potential
We will deepen how to make visible skills that are often not mapped from traditional systems: soft skills, transversal skills, informal experiences and latent talents that can generate value for the organisation if correctly intercepted.
Advanced approaches to job architecture and internal mobility
We will explore more flexible organisational models, as job lattice and non-linear growth paths, which foster the horizontal and vertical development of people and increase the organisation's ability to adapt to change.
Models for reading competences beyond the formal role
We will see how to overcome the logic of the traditional job description to adopt more dynamic systems of skill mapping and competency analysis, capable of intercepting what people really know how to do, even beyond the boundaries of their current role.
HCMS demo on: Talent Management
A practical demonstration of the platform HCMS of Alveria applied to talent management processes, to see how technology supports the identification, enhancement and development of the potential of people within the organisation.
Live Q&A - Dedicated space for your questions with live answers
SPEAKERS
Filippo Cannavò - Head HRO Service & Training Alveria
Michela Mariani - HCMS Project Manager Alveria
Antonella Romani - Consultant Trainer and Coach ISMO
WHO IS THE WEBINAR FOR?
The webinar is designed for:
- HR Manager and HR Business Partner
- Talent Acquisition and Talent Development Specialist
- Organisation and Development Managers
- Managers interested in high-performance teams
- Professionals involved in evaluation, performance and people development processes
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Talent Management & HR Evolution
Join the webinar and discover how to transform the way your organisation views talentno longer as something to be found, but as something to be liberated.
The future of organisations does not depend on how many talents they have, but on how many stages they can build.
CONSULTANCY, TRAINING, HR DIGITALIZATION AND CORPORATE SOLUTIONS, DISCOVER THE ALVERIA METHOD. GET READY FOR CHANGE.
In sintesi
- Il D.Lgs. 96/2026 non fissa importi propri: per le discriminazioni accertate rinvia all’art. 41 del Codice delle pari opportunità.
- L’art. 41 prevede revoca dei benefici pubblici e, nei casi più gravi o di recidiva, esclusione fino a due anni da agevolazioni e appalti.
- La discriminazione retributiva (art. 28 del Codice) era punita con ammenda da 250 a 1.500 euro, convertita dal D.Lgs. 8/2016 in sanzione amministrativa da 5.000 a 10.000 euro.
- Il lavoratore discriminato può chiedere al giudice cessazione del comportamento e risarcimento (Codice, art. 38).
Un’azienda che non rispetta gli obblighi di trasparenza retributiva rischia sanzioni amministrative, perdita di benefici pubblici e azioni giudiziarie: il D.Lgs. 96/2026 rinvia al Codice delle pari opportunità. Le sanzioni per la trasparenza retributiva, o sanzioni per la trasparenza salariale, non hanno un elenco autonomo nel decreto.
La guida descrive sanzioni, violazioni, conseguenze civili, controlli e prevenzione.
Sanzioni trasparenza retributiva: cosa prevedono direttiva e decreto
In Italia le sanzioni per la trasparenza retributiva sono quelle del Codice delle pari opportunità, richiamate dal D.Lgs. 96/2026, che non fissa importi propri.
Cosa chiede la direttiva. La Direttiva (UE) 2023/970 chiede agli Stati membri «sanzioni efficaci, proporzionate e dissuasive» (art. 23, par. 1), comprese ammende (par. 2), che considerino aggravanti o attenuanti (par. 3) e prevedano misure per violazioni ripetute (par. 4).
Cosa prevede il D.Lgs. 96/2026. Le sanzioni direttiva trasparenza retributiva sono recepite con due rinvii:
- art. 13: alle discriminazioni accertate si applica l’art. 41 del D.Lgs. 198/2006;
- art. 12: le violazioni rientrano nella tutela giudiziaria del D.Lgs. 198/2006
Le sanzioni D.Lgs. 96/2026 vanno quindi lette nel Codice delle pari opportunità:
| Misura | Contenuto | Riferimento D.Lgs. 198/2006 |
| Revoca del beneficio pubblico | Decisa dal Ministro che lo ha concesso | art. 41, c. 1 |
| Esclusione da agevolazioni e appalti | Fino a due anni, nei casi più gravi o di recidiva | art. 41, c. 1 |
| Sanzione per discriminazione retributiva | Da 5.000 a 10.000 euro (ex ammenda da 250 a 1.500 euro) | art. 41, c. 2; D.Lgs. 8/2016, art. 1 |
| Inottemperanza all’ordine del giudice | Ammenda fino a 50.000 euro o arresto fino a sei mesi | art. 38, c. 4 |
Le misure dell’art. 41, c. 1, valgono per chi ha benefici o appalti pubblici, salvo conciliazione (artt. 36 e 37 del Codice).
Quali violazioni sono sanzionate
Il mancato rispetto della trasparenza retributiva è sanzionato quando diventa discriminazione accertata. La tabella elenca solo le violazioni con una conseguenza prevista dalla norma.
| Violazione | Conseguenza | Riferimento |
| Discriminazione accertata | Art. 41 del Codice: revoca dei benefici, esclusione fino a due anni | D.Lgs. 96/2026, art. 13 |
| Violazione del divieto di discriminazione retributiva | Sanzione amministrativa da 5.000 a 10.000 euro | Codice, artt. 28 e 41, c. 2; D.Lgs. 8/2016 |
| Mancato rispetto dell’ordine del giudice | Ammenda fino a 50.000 euro o arresto fino a sei mesi | Codice, art. 38, c. 4 |
| Trattamento sfavorevole verso chi esercita i diritti del decreto | Tutela contro la vittimizzazione | D.Lgs. 96/2026, art. 12, c. 2; Codice, art. 41-bis |
Cosa rischia un’azienda che non si adegua agli obblighi di trasparenza in senso stretto:
- Obblighi informativi. Per informazioni ai candidati, risposte ai dipendenti e comunicazione del divario il decreto non prevede sanzioni con importo proprio (artt. 5, 7, 9).
- Valutazione congiunta. Nemmeno la mancata adozione di misure correttive è sanzionata autonomamente; senza accordo intervengono Ispettorato e organismi di parità (art. 10, c. 4).
- Effetto indiretto. Gli inadempimenti possono pesare in giudizio, perché indeboliscono la prova di criteri retributivi neutri.
Le sanzioni amministrative per la trasparenza retributiva colpiscono quindi la discriminazione accertata, non il singolo adempimento formale.
Perché in rete circolano importi diversi
Volendo approfondire la ricerca in rete sulle multe per la trasparenza retributiva è possibile trovare importi diversi da quelli qui descritti, come sanzioni da 1.000 a 5.000 euro per gli annunci senza retribuzione. Alcune analisi sono precedenti al testo definitivo del decreto, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 125 del 1° giugno 2026.
Il decreto pubblicato non fissa importi propri: per le discriminazioni accertate l’art. 13 rinvia all’art. 41 del Codice, e gli obblighi di trasparenza (artt. 5, 7 e 9) non hanno sanzioni pecuniarie autonome. Prima di considerare attendibile un importo è sempre bene verificare che la fonte citi il D.Lgs. 96/2026 e l’articolo da cui lo ricava.
Oltre alle sanzioni: risarcimento e conseguenze civili per l’azienda
Cosa rischia, quindi, un’azienda che non si adegua alla trasparenza retributiva? Può avere anche conseguenze civili.
- Ricorso urgente. Se ritiene sussistente la discriminazione, il giudice del lavoro ordina con decreto immediatamente esecutivo la cessazione del comportamento, la rimozione degli effetti e, su richiesta, il risarcimento anche non patrimoniale (Codice, art. 38, c. 1).
- Pieno risarcimento. La Direttiva chiede un risarcimento «reale ed effettivo» (art. 16).
- Chi può agire. Possono agire anche rappresentanti dei lavoratori, sindacati, associazioni legittimate (D.Lgs. 96/2026, art. 12, c. 1) e consigliere e consiglieri di parità (Codice, artt. 36 e 37).
- Onere della prova. Se il lavoratore porta elementi, anche statistici, che fanno presumere una discriminazione, il datore deve provare il contrario (art. 40 del Codice).
Chi controlla e applica le sanzioni
Il controllo spetta agli uffici territoriali del lavoro e al giudice.
- Accertamento. La direzione territoriale del lavoro comunica le discriminazioni accertate ai Ministri che hanno concesso benefici o appalti (art. 41 del Codice).
- Sanzioni depenalizzate. La circolare del Ministero del Lavoro n. 6 del 5 febbraio 2016 guida gli ispettori nell’applicarle, anche per l’art. 41, c. 2.
- Ispettorato e organismi di parità. Intervengono nella valutazione congiunta e nell’accesso ai dati (D.Lgs. 96/2026, artt. 10 e 11).
L’organismo di monitoraggio raccoglie i dati sul divario, ma il decreto non lo indica come autorità sanzionatoria (art. 14).
Come ridurre il rischio sanzionatorio
Il rischio si riduce rendendo verificabili le scelte retributive.
- Scadenze rispettate. Retribuzione iniziale o fascia negli annunci, risposte ai dipendenti entro due mesi, comunicazioni del divario nei termini (art. 9).
- Dati documentati. Dati retributivi controllati prima di ogni comunicazione e conservati con regole costanti.
- Criteri scritti. Criteri di retribuzione e progressione oggettivi e neutri rispetto al genere, utili anche come prova (art. 40 del Codice).
- Aggiornamento normativo. Monitoraggio dei decreti attuativi e delle modifiche al sistema sanzionatorio.
A software specifico per la trasparenza retributiva aiuta a documentare dati e criteri, ma la conformità dipende dalle decisioni dell’azienda.
Domande frequenti
Le aziende sotto i 100 dipendenti rischiano sanzioni per la trasparenza retributiva?
Sì. La comunicazione del divario scatta da 100 dipendenti (D.Lgs. 96/2026, art. 9), ma gli obblighi verso candidati e dipendenti valgono per tutti (artt. 5 e 7), come il divieto di discriminazione retributiva sanzionato dal Codice (artt. 28, 38 e 41).
Esiste una multa per gli annunci di lavoro senza retribuzione?
Nel testo attuale no. Il D.Lgs. 96/2026 obbliga a informare i candidati sulla retribuzione iniziale o sulla relativa fascia (art. 5), senza prevedere una sanzione pecuniaria autonoma per l’omissione. Può però pesare in un giudizio per discriminazione: se la discriminazione è accertata, si applica l’art. 41 del Codice (art. 13 del decreto). La Direttiva (UE) 2023/970 chiede sanzioni comprensive di ammende (art. 23): eventuali modifiche al sistema sanzionatorio vanno monitorate.
Chi risponde delle sanzioni per la trasparenza retributiva: l’azienda o il legale rappresentante?
Dipende dalla misura. Revoca dei benefici ed esclusione dagli appalti colpiscono l’impresa che ha ottenuto il beneficio (Codice, art. 41, c. 1). Per le sanzioni amministrative pecuniarie e per l’ammenda dell’art. 38, la persona responsabile e l’eventuale obbligo solidale dell’impresa vanno verificati con un legale.
È possibile contestare una sanzione per la trasparenza retributiva?
Sì. Le sanzioni depenalizzate seguono la legge 689/1981: entro 30 giorni dalla contestazione si possono presentare scritti difensivi (art. 18) e poi opporsi all’eventuale ordinanza-ingiunzione davanti al giudice ordinario (D.Lgs. 150/2011, art. 6). Per le misure dell’art. 41, c. 1, i rimedi dipendono dall’atto del Ministero.
Dalla conformità ai dati
Per documentare dati e criteri retributivi in modo verificabile, possiamo mostrarvi come Alveria Pay Transparency supporta l’analisi del divario.