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Gennaio 20, 2026Tendenze HCMS per il 2026: cosa serve sapere ora per essere pronti

Gennaio 9, 2026
Tendenze HCMS per il 2026: cosa serve sapere ora per essere pronti
Il 2026 si preannuncia come un anno di consolidamento e maturità per i Sistemi di Human Capital Management (HCMS). Dopo anni di adozione accelerata di tecnologie HR, le organizzazioni si trovano oggi a dover governare in maniera strutturata strumenti e processi che vanno dall’intelligenza artificiale all’automazione, dalle piattaforme integrate all’analisi dei dati, mantenendo però una attenzione crescente alla employee experience, alle competenze e alla compliance normativa. Per il mondo HR, questo significa ripensare modelli organizzativi, processi e infrastrutture tecnologiche affinché il capitale umano resti un vantaggio competitivo reale.
Dal 2023 al 2025: cosa ci insegnano i gap tra previsioni e realtà
L’analisi degli ultimi tre anni, dal 2023 al 2025, fornisce spunti preziosi su come le previsioni degli analisti si siano spesso scontrate con la realtà dell’adozione. Nel 2023, l’AI era considerata una leva strategica trasformativa, destinata a rivoluzionare i processi HR. In realtà, il suo impiego era ancora prevalentemente operativo, limitato all’automazione dei workflow, e il coinvolgimento delle HR nelle decisioni strategiche restava marginale. Nel 2024, la cultura aziendale e l’inclusione venivano indicate come elementi chiave di performance, ma l’implementazione si scontrava con resistenze organizzative e con un allineamento ancora debole tra tecnologia e cambiamento culturale. Nel 2025, si prevedeva un’adozione massiva delle soluzioni HCM, ma molte iniziative sono rimaste a livello pilota, rallentate da vincoli finanziari o complessità operative. Questo schema evidenzia il classico ciclo di hype tecnologico: entusiasmo iniziale, difficoltà di implementazione e infine adozione matura e consapevole. Il 2026 rappresenta quindi il culmine di un processo di apprendimento collettivo, in cui gli errori e i gap degli anni precedenti costituiscono la base per approcci più sofisticati e realistici.
AI e automazione: da strumento operativo a leva strategica
In questo contesto, l’intelligenza artificiale non è più un semplice strumento di supporto operativo, ma diventa una leva strategica in grado di guidare decisioni cruciali come selezione dei migliori talenti, succession planning, sviluppo delle competenze e ottimizzazione dei workflow amministrativi. Cresce inoltre l’adozione di modelli di agentic AI, capaci di svolgere attività complesse in autonomia, riducendo il carico operativo e migliorando la qualità delle decisioni. Per sfruttare appieno questo potenziale, le aziende devono introdurre l’AI con obiettivi chiari, scegliere piattaforme aperte e investire nella formazione di HR e manager, sviluppando una vera cultura di AI literacy.
People Analytics e predittivi: dati al servizio delle decisioni
Parallelamente, i sistemi HCM si stanno trasformando in hub di dati integrati che permettono di andare oltre la semplice misurazione dei fenomeni HR. Grazie ai people analytics, le organizzazioni possono anticipare scenari, supportare decisioni strategiche e misurare in maniera predittiva fenomeni come turnover, retention, engagement e fabbisogni futuri di competenze. Consolidare le fonti dati, definire KPI chiari e sviluppare competenze interne di data analytics diventa quindi una priorità per trasformare i dati in insight realmente utili.
Employee Experience come vantaggio competitivo
Un altro fattore che diventa determinante è l’employee experience. Portali intuitivi, app self-service, accesso mobile ai servizi e percorsi di sviluppo personalizzati non sono più optional, ma requisiti imprescindibili per attrarre e trattenere talenti. I moderni HCM devono supportare l’intero ciclo di vita del dipendente, dall’onboarding all’upskilling, integrando feedback continui e garantendo trasparenza nei processi. La qualità dell’esperienza dei dipendenti è oggi un vero vantaggio competitivo, capace di incidere direttamente sulla produttività e sulla retention.
Workforce ibrida e competenze al centro della strategia
Il concetto di workforce, inoltre, si sta facendo sempre più fluido. La distinzione tra dipendenti, freelance, consulenti e gig worker diventa sfumata, e i sistemi HCM devono saper gestire contratti eterogenei, logiche di costo articolate e compliance normativa internazionale, consentendo workforce planning dinamici e performance distribuita senza compromettere governance e sicurezza. In parallelo, le competenze stanno assumendo un ruolo centrale: le aziende stanno passando da strutture organizzative basate su job title statici a ecosistemi dinamici di skill. Gli HCM supportano la mappatura delle competenze, l’identificazione dei gap, la formazione continua e la mobilità interna, trasformando le competenze nella vera valuta strategica delle organizzazioni.
Governance, etica e compliance nell’era AI
Con l’aumento dell’uso dell’AI, cresce anche la necessità di governance, etica e compliance. La gestione dei bias algoritmici, la protezione della privacy, la trasparenza delle decisioni e il rispetto di normative come GDPR ed European AI Act diventano elementi imprescindibili. La governance dell’AI deve essere integrata nella strategia HR, con policy chiare, audit regolari e selezione di vendor affidabili e tracciabili.
Verso piattaforme HCM integrate e scalabili
Il mercato HCM si sta inoltre orientando verso piattaforme integrate e scalabili, abbandonando i sistemi “best-of-breed” che creano silos e inefficienze. Le piattaforme integrate migliorano la coerenza dei dati, la sicurezza e la capacità di analisi, riducendo complessità operative e permettendo di scalare le soluzioni in maniera sostenibile.
Come affrontare le sfide HR del 2026: step by step
Alla luce di quanto descritto il 2026 richiede un approccio evolutivo e consapevole. È necessario partire dall’assessment della maturità digitale HR e dalla mappatura dei processi, definire la strategia e il target operating model, implementare soluzioni graduali con quick win e formazione continua, e infine entrare in una fase di miglioramento continuo, ottimizzando KPI, processi e scalabilità delle piattaforme. In definitiva, le aziende che hanno imparato dai gap e dalle difficoltà del triennio 2023-2025 saranno in grado di sfruttare al massimo le opportunità offerte dall’AI, dai dati e dalla gestione strategica del capitale umano.

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Il 2026 si preannuncia come un anno di consolidamento e maturità per i Sistemi di Human Capital Management (HCMS). Dopo anni di adozione accelerata di tecnologie HR, le organizzazioni si trovano oggi a dover governare in maniera strutturata strumenti e processi che vanno dall’intelligenza artificiale all’automazione, dalle piattaforme integrate all’analisi dei dati, mantenendo però una attenzione crescente alla employee experience, alle competenze e alla compliance normativa. Per il mondo HR, questo significa ripensare modelli organizzativi, processi e infrastrutture tecnologiche affinché il capitale umano resti un vantaggio competitivo reale.
Dal 2023 al 2025: cosa ci insegnano i gap tra previsioni e realtà
L’analisi degli ultimi tre anni, dal 2023 al 2025, fornisce spunti preziosi su come le previsioni degli analisti si siano spesso scontrate con la realtà dell’adozione. Nel 2023, l’AI era considerata una leva strategica trasformativa, destinata a rivoluzionare i processi HR. In realtà, il suo impiego era ancora prevalentemente operativo, limitato all’automazione dei workflow, e il coinvolgimento delle HR nelle decisioni strategiche restava marginale. Nel 2024, la cultura aziendale e l’inclusione venivano indicate come elementi chiave di performance, ma l’implementazione si scontrava con resistenze organizzative e con un allineamento ancora debole tra tecnologia e cambiamento culturale. Nel 2025, si prevedeva un’adozione massiva delle soluzioni HCM, ma molte iniziative sono rimaste a livello pilota, rallentate da vincoli finanziari o complessità operative. Questo schema evidenzia il classico ciclo di hype tecnologico: entusiasmo iniziale, difficoltà di implementazione e infine adozione matura e consapevole. Il 2026 rappresenta quindi il culmine di un processo di apprendimento collettivo, in cui gli errori e i gap degli anni precedenti costituiscono la base per approcci più sofisticati e realistici.
AI e automazione: da strumento operativo a leva strategica
In questo contesto, l’intelligenza artificiale non è più un semplice strumento di supporto operativo, ma diventa una leva strategica in grado di guidare decisioni cruciali come selezione dei migliori talenti, succession planning, sviluppo delle competenze e ottimizzazione dei workflow amministrativi. Cresce inoltre l’adozione di modelli di agentic AI, capaci di svolgere attività complesse in autonomia, riducendo il carico operativo e migliorando la qualità delle decisioni. Per sfruttare appieno questo potenziale, le aziende devono introdurre l’AI con obiettivi chiari, scegliere piattaforme aperte e investire nella formazione di HR e manager, sviluppando una vera cultura di AI literacy.
People Analytics e predittivi: dati al servizio delle decisioni
Parallelamente, i sistemi HCM si stanno trasformando in hub di dati integrati che permettono di andare oltre la semplice misurazione dei fenomeni HR. Grazie ai people analytics, le organizzazioni possono anticipare scenari, supportare decisioni strategiche e misurare in maniera predittiva fenomeni come turnover, retention, engagement e fabbisogni futuri di competenze. Consolidare le fonti dati, definire KPI chiari e sviluppare competenze interne di data analytics diventa quindi una priorità per trasformare i dati in insight realmente utili.
Employee Experience come vantaggio competitivo
Un altro fattore che diventa determinante è l’employee experience. Portali intuitivi, app self-service, accesso mobile ai servizi e percorsi di sviluppo personalizzati non sono più optional, ma requisiti imprescindibili per attrarre e trattenere talenti. I moderni HCM devono supportare l’intero ciclo di vita del dipendente, dall’onboarding all’upskilling, integrando feedback continui e garantendo trasparenza nei processi. La qualità dell’esperienza dei dipendenti è oggi un vero vantaggio competitivo, capace di incidere direttamente sulla produttività e sulla retention.
Workforce ibrida e competenze al centro della strategia
Il concetto di workforce, inoltre, si sta facendo sempre più fluido. La distinzione tra dipendenti, freelance, consulenti e gig worker diventa sfumata, e i sistemi HCM devono saper gestire contratti eterogenei, logiche di costo articolate e compliance normativa internazionale, consentendo workforce planning dinamici e performance distribuita senza compromettere governance e sicurezza. In parallelo, le competenze stanno assumendo un ruolo centrale: le aziende stanno passando da strutture organizzative basate su job title statici a ecosistemi dinamici di skill. Gli HCM supportano la mappatura delle competenze, l’identificazione dei gap, la formazione continua e la mobilità interna, trasformando le competenze nella vera valuta strategica delle organizzazioni.
Governance, etica e compliance nell’era AI
Con l’aumento dell’uso dell’AI, cresce anche la necessità di governance, etica e compliance. La gestione dei bias algoritmici, la protezione della privacy, la trasparenza delle decisioni e il rispetto di normative come GDPR ed European AI Act diventano elementi imprescindibili. La governance dell’AI deve essere integrata nella strategia HR, con policy chiare, audit regolari e selezione di vendor affidabili e tracciabili.
Verso piattaforme HCM integrate e scalabili
Il mercato HCM si sta inoltre orientando verso piattaforme integrate e scalabili, abbandonando i sistemi “best-of-breed” che creano silos e inefficienze. Le piattaforme integrate migliorano la coerenza dei dati, la sicurezza e la capacità di analisi, riducendo complessità operative e permettendo di scalare le soluzioni in maniera sostenibile.
Come affrontare le sfide HR del 2026: step by step
Alla luce di quanto descritto il 2026 richiede un approccio evolutivo e consapevole. È necessario partire dall’assessment della maturità digitale HR e dalla mappatura dei processi, definire la strategia e il target operating model, implementare soluzioni graduali con quick win e formazione continua, e infine entrare in una fase di miglioramento continuo, ottimizzando KPI, processi e scalabilità delle piattaforme. In definitiva, le aziende che hanno imparato dai gap e dalle difficoltà del triennio 2023-2025 saranno in grado di sfruttare al massimo le opportunità offerte dall’AI, dai dati e dalla gestione strategica del capitale umano.

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